Nelle prime ore di oggi, domenica 11 gennaio 2026, la terra ha tremato nuovamente nell’area compresa tra Sicilia e Calabria, secondo le rilevazioni della Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Il primo evento: lieve ma preciso
La prima scossa è stata registrata alle 05:44 locali nel distretto delle Isole Eolie, in provincia di Messina. Si è trattato di un sisma di magnitudo ML 2.4, con un ipocentro a circa 10 chilometri di profondità sotto il livello del mare. Secondo i tecnici dell’INGV, questa scossa rientra nella normale attività sismica dell’area, dovuta sia a dinamiche tettoniche che vulcaniche tipiche dell’arcipelago eoliano.
Seconda scossa: più profonda e meno avvertita
Circa un’ora e mezza dopo, alle 07:20 italiane, i sismografi hanno rilevato un secondo terremoto, questa volta lungo la costa nord-occidentale calabrese, nel territorio del Cosentino. La magnitudo registrata è stata di ML 3.2, ma la scossa ha avuto un ipocentro molto profondo — circa 280 chilometri sotto la superficie terrestre. Tale profondità ha fatto sì che il movimento non fosse avvertito in modo significativo dalla popolazione, né si sono registrati danni a persone o infrastrutture.
Un quadro sismico attivo ma non preoccupante
Il fenomeno fa parte della continua attività sismica nel Sud Italia, una zona sismogenica attiva per la complessa convergenza delle placche africana ed eurasiatica che caratterizza l’intero arco del Mediterraneo centrale. Anche nella regione circostante si sono verificati eventi di magnitudo superiore nei giorni scorsi, tra cui un sisma di magnitudo 5.1 registrato al largo della costa ionica calabrese, avvertito anche in Sicilia e persino a Malta nelle prime ore di sabato mattina.
Al momento, le autorità locali non segnalano alcuna situazione di emergenza o danni significativi a edifici e infrastrutture, e le oscillazioni avvertite dai sismografi sono considerate nell’ordine della normali variazioni del sottosuolo in un’area ad intensa attività geologica.










