«Il Ponte sullo Stretto è un progetto che è stato più volte interrotto e bloccato dalla politica. E’ lo stesso avviato anni fa, quando il presidente Berlusconi aveva quasi portato a compimento l’iter indispensabile all’avvio dei lavori. Abbiamo scelto di ripartire da lì, perchè se avessimo deciso di ricominciare da zero avremmo perso tantissimi anni». Lo ha detto Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, intervenendo a «Start», su SkyTg24.
«All’epoca la bocciatura non fu tecnica, ma politica: fu una scelta della sinistra, e questo mi pare un fatto ormai evidente. Ripartire da un progetto già esistente – ha spiegato – significa recuperare tempo prezioso, e la Sicilia, come tutto il Mezzogiorno, non può più permettersi altri ritardi.
Non entro nel merito delle motivazioni della Corte dei Conti, ma posso dire che l’intero iter è stato seguito con grande attenzione e nel pieno rispetto delle regole. Ci sono stati i pareri positivi della Ragioneria generale dello Stato e delle autorità competenti. A me interessa lo sviluppo del Mezzogiorno, non le polemiche politiche.
Penso ai 7.500 candidati che hanno risposto alle prime selezioni di Webuild per la costruzione del Ponte, in un territorio dove c’è tanta disoccupazione e dove i giovani hanno bisogno di opportunità, non di rinvii. Il Ponte sullo Stretto è un’opera strategica per l’Italia e per il Sud: lo attendiamo da decenni, e dobbiamo portarlo a termine», ha concluso.










